Chiesa di S.Maria della Luce in S.Matteo

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Informazioni

Fu costruita nella seconda metà del XVII secolo, sui disegni di Achille Larducci di Salò (nipote di Francesco Borromini), andando a sostituire un'antica cappella quattrocentesca dedicata all'apostolo Matteo, cui era annesso un convento di Francescane. La posa della prima pietra avvenne nel 1667, ad opera del vescovo leccese Luigi Pappacoda, e fu ultimata nel 1700. La chiesa di san Matteo rappresenta una testimonianza singolare ed irripetibile nel panorama dell'architettura barocca salentina, per l'animato e plastico gioco di volumi rendono dinamica la facciata con un movimento convesso nell'ordine inferiore e con andamento concavo in quello superiore. Il modello strutturale ispiratore della facciata è ovviamente al di fuori della tradizione architettonica locale e appare riconducibile agli schemi architettonici del Borromini. l'apparato decorativo invece fa riferimento ai modi ornamentali del Fanzago, già maturato nell'ambiente leccese dallo Zimbalo e dal Penna. Di pianta ellissoidale a navata unica con cappelle laterali, tre per lato, riccamente decorate, tutte realizzate in pietra leccese. La zona presbiterale è ubicata in fondo alla grande aula ellittica e comunica con alcuni locali parrocchiali corrispondenti alla originaria sagrestia. Lo spazio interno risaluta delimitato da spesse strutture murarie e di contro alle attese suscitate dall'animazione plastica della facciata, appare sorprendentemente statico ed uniforme senza accumuli o rarefazione della luce che penetra dalle finestre alte della navata. Le pareti delle decorazioni interne risalutano pesante tinteggiate a tempera e calce mente le figure degli apostoli sono tinteggiante con smalto grigio. Lungo le pareti perimetrali della navata si dispongono due serie di altari in nicchia ritmati da una intelaiatura architettonica, sobria e misurata. al di sopra della cappelle si sviluppa un ballatoio perimetrale ad ampie bifore, in origine schermate da grate in legno e ferro. Le coperture si presentano ad oggi piane ed in cemento nel quadro dei lavori di restauro seguiti dal 1903 e 1904, mentre originariamente erano a spioventi in legno. In occasione dei citati lavori di restauro, fu anche sostituita l'antica pavimentazione con l'attuale in marmo. Elementi decorativi l'interno è riccamente adornato da sei altari, tre per lato, più l'altare principale, realizzati interamente in pietra leccese da artisti locali. Pianta ellittica a navata unica. Pavimenti e pavimentazioni in marmo di Carrara, policromo. Preesistenze in fondazione ed in parte in elevato tracce del preesistente edificio antecedente al 1400. Scale scala interna in pietra leccese che dalla sagrestia porta al matroneo ed alle coperture; presenti inoltre cinque gradini all'ingresso del sagrato. Coperture coperture in solaio piano latero-cementizio con travi scalate e decorate con stucchi.

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