Chiesa di S.Lazzaro

V. San Lazzaro 18 - Bergamo Vedi la mappa

Informazioni

La chiesa di S. Lazzaro con il suo portico sorretto da quattro colonne in arenaria sulle quali si scaricano tre archetti che reggono un'ampia trabeazione con cornicione e tetto, prospetta sulla strada , invadendo parte della sede stradale. La facciata continua poi sopra il portichetto, delimitato da due lesene appena accennate, sulle quali poggia un cornicione orizzontale sagomato coperto da coppi in laterizio e si conclude con un timpano sagomato; sopra il portico, al centro della facciata, una grande finestra porta luce all'interno della chiesa. Internamente la chiesa presenta un' unica navata suddivisa da lesene in stucco lucido, poggianti su basamento in marmo di Zandobbio, in quattro campate pressoché uguali. Sopra le lesene che sono complete di capitello ionico in stucco, corre una trabeazione con il relativo cornicione non praticabile, al di sopra del quale si imposta la volta a botte che copre la navata stessa. In corrispondenza delle lesene , nella volta compaiono in rilievo le arcate. La quarta campata è invece coperta da una tazza circolare, completa di cupolino e lucernario con quattro piccole finestre nel tamburo. Il presbiterio sopraelevato di tre gradini rispetto al pavimento della chiesa è coperto con volta a botte. La parete di fondo piana è raccordata alle pareti d'ambito, mediante tratto di pareti e di volta ad andamento curvo. La chiesa riceve luce da noce finestre poste sopra il cornicione; quattro delle quali chiuse, ma complete delle relative strombature di raccordo alla volta della navata. Impianto strutturale edificio realizzato con murature continue Pianta la chiesa presenta un'unica navata suddivisa da lesene in quattro campate. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini rispetto all'aula, ha la stessa larghezza della navata ed ha pianta rettangolare. Nella navata sono presenti quattro cappelle laterali di ampiezza diversa. Pavimenti e pavimentazioni internamente il pavimento è in piastrelle quadrate bianche e nere posate a scacchiera Elementi decorativi Entrando in chiesa dalla porta maggiore, nella prima campata, è collocata una vasca per l'acqua santa in marmo rosso di Verona a pianta ottagonale. Questo lavoro scultorio di notevole misura, avendo una larghezza nella vasca ottagonale di cm 80 ed un'altezza di m 1,20, è interessante in particolar modo e perché opera medioevale e perché ricca di elementi figurativi e plastici di gusto e di accurata fattura. Attrae nel suo insieme, oltrechè per il buon stato di conservazione, per l'intenso colore rosso proveniente dalla lucidatura del marmo cavato da un blocco di mandorlato di Verona. Un basamento formato da una tozza colonnetta col basso fusto cilindrico appoggiato su una base tonda con le quattro lingue angolari a foglia d'acqua che si adagiano su un plinto quadrato e da un capitello a foglie d'acanto risvoltate e a piccole volute angolari che formano passaggio dal tondo al quadrato della tavola di coronamento, regge l'ampia tazza a ottagono regolare. La parte bassa della tazza è tutta ornata nel suo perimetro da ampie foglie decorative di cardo: la parte alta da otto piccole teste di figura collocate agli spigoli dell'ottagono con la cornice finale che girando tutto intorno risalta, profilandosi sugli spigoli, a formare spessore sotto i quali stanno le piccole teste, sei d'uomo e due di donna, sporgenti a tutto rilievo. Gli ariosi affreschi della cupola e gli ovali della volta della chiesa sono opera del pittore Luigi Galizzi (1841-1902) ed i due dipinti posti sulla parete dietro l'altar maggiore ai lati della Madonna del Barbello rappresentanti S. Francesco ed il Battista nel deserto, sono del figlio G. B. Galizzi, lavori della sua prima giovinezza, intorno al 1900. Una bella balaustra in marmo di Ardesio sagomata delimita il presbiterio che ha pavimento in marmo ed altare maggiore di stile neoclassico, disegnato da Antonio Gelpi, con grandi specchiature sempre in marmo di Ardesio.

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