Chiesa di S.Giorgio

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Informazioni

La chiesa di San Giorgio si trova nella frazione di Isola nel comune di Montemonaco; il toponimo si riferisce ad un promontorio delimitato da tre diversi corsi d'acqua, i due fossi Ropaga e Batticupa ed il fiume Aso. Riedificata in luogo dell'omonima chiesa il cui stato di rovina è documentato alla fine del X secolo, la chiesa romanica ad unica navata "orientata in direzione sudovest-nordest, con abside semicilindrica a nordest" fu trasformata in una sorta di chiesa "a sala" mediante il raddoppio della volumetria in senso trasversale, verosimilmente nel XV secolo, come le evidenze architettoniche sembrano attestare. Al corpo principale aderiscono, inoltre, la sacrestia, sul lato meridionale, ed una torre campanaria a pianta quadrangolare, posta sulla semifacciata destra in corrispondenza della porta d'ingresso rifatta nel 1535. L'analisi della situazione esistente permette di ricostruire le trasformazioni della chiesa, distinguendo almeno due configurazioni principali, relative alla costruzione romanica e al suo ampliamento compiuto nel '400, epoca alla quale dovrebbe risalire anche la torre campanaria. Campanile Torre a pianta quadrangolare (misure interne di base: m 2,30 x 2,10), posta sulla facciata in corrispondenza della navata originaria della chiesa romanica. Presenta un nartece quadro, coperto da volta ogivale, anteposto alla porta d'ingresso alla chiesa, mentre alla sua sommità la torre è sovrastata da una vela campanaria a doppio fornice in cui si conservano le campane. È dotata di una portella a monofora ad architrave profilato in aderenza alla parte alta della semifacciata visibile della chiesa, e sulla parte alta della torre di una monofora su tre lati e di una feritoia sul retro. In conseguenza di quanto disposto da mons. Maremonti durante la visita apostolica del 1573, la torre ebbe ripristinata la funzione di campanile con l'aggiunta della semplice struttura a vela profilata a capanna. In effetti, il carattere di piena compattezza muraria della struttura su cui fu effettuato tale intervento l'ha fatta ritenere una preesistente torre d'avvistamento. Ma se per un verso è più che improbabile che nella costruzione della chiesa romanica mononavale si sia optato per un disagevole innesto assiale, piuttosto che per un più opportuno affiancamento della presunta torre preesistente, è d'altro canto evidente l'omogeneità di apparecchi murari (si confrontino anche le corrispondenze fra le file di fori pontai) e di dettagli formali (l'arco a largo sesto acuto) fra torre e corpo della chiesa ampliata, tale da indicare una concezione unitaria dell'insieme. L'assenza di cella campanaria riscontrata nella visita del 1573 è imputabile con ogni probabilità a danni distruttivi, assai tipici per tali strutture ad accentuato sviluppo verticale, causati dai terremoti che avevano colpito la Marca, direttamente e indirettamente, dopo la presunta epoca dell'ampliamento: in particolare, quelli degli anni 1474, 1503, 1540 (gravi i danni nel Fermano) e 1563. Esterno Fronte nord-nordovest È definito dal muro laterale della chiesa. Il paramento murario è costituito da conci di pietra approssimativamente squadrata secondo taglie diverse, riferibile al suddetto ampliamento quattrocentesco. In corrispondenza del presbiterio si trova una finestra architravata di forma rettangolare con strombature verso l'esterno. L'architrave della finestra, realizzato in legno, appare di più recente fattura e cela all'esterno l'originaria forma della finestra che, così come è riscontrabile all'interno, è ad arco ribassato (piattabanda di muratura). La stessa finestra, posta nella parte alta della parete, è dotata di un davanzale inclinato verso l'interno. Fronte est-nordest Il fronte comprende, leggibili sotto le falde oblique del tetto a capanna, il muro lapideo terminale della navata originaria con al centro l'abside a pianta semicircolare, e a destra la muratura aggiunta nel '400, come si è fondatamente supposto. Una maggiore rusticità caratterizza l'apparecchio murario della parte più antica, ben distinguibile dal resto: muratura omogenea al corpo minore della sacrestia addossato sulla sinistra, verosimilmente coevo alla chiesa romanica. L'unica finestra è la monofora a doppio strombo al centro dell'abside, con ghiera di conci. Fronte sud-sudest Il fronte comprende il muro laterale della chiesa e il piccolo corpo aggettante della sacrestia (di m 5,30 x 4,10). Il muro corrispondente alla chiesa, di altezza maggiore, presenta un paramento eterogeneo di conci di pietra che testimoniano le diverse fasi di trasformazione dell'edificio: come l'intervento databile al pieno '400 ipotizzato, cui allude, confermandolo, il consunto sole raggiato col trigramma bernardiniano inciso sull'architrave della semplice porta laterale incorniciata a fascia. Questa di recente, come si è detto sopra, ha perduto, per improvvidi "restauri", la breve scala e il coevo portico, di cui resta traccia nei fori delle relative travi, e, circa un metro sotto la linea di gronda del tetto, nel filare sporgente di pianelle corrispondente alla linea di colmo della copertura di quello. La compresenza di forme di luci trabeate, archiacute e a tutto sesto, è in linea con i caratteri dell'architettura del pieno e secondo '400 riscontrabili in vari esempi di architettura chiesastica della non lontana Ascoli, dove all'epoca è ampiamente documentata l'opera di maestranze lombarde. Il paramento di più antica fattura, riscontrabile nella parte bassa della muratura e nel corpo aggettante della sacrestia, è costituito da pietrame irregolare di diversa dimensione, riconducibile ai secoli XI-XII; il restante, ben più regolare apparecchio murario corrisponde a quello riscontrabile nelle parti costruite ex novo in occasione dell'ampliamento della chiesa. Un'altra porta, attualmente murata, più vicina alla sacrestia, più bassa e meno ampia della precedente, dava accesso alla cripta, oggi impraticabile; la ghiera ad arco a tutto sesto di conci è ben legata ed omogenea al paramento relativo all'ampliamento della chiesa. Si riscontrano, infine, due finestre rettangolari provviste di piattabanda, poste nella parte alta della parete in corrispondenza del presbiterio e dell'aula (in questo caso in asse con la porta architravata sottostante). Facciata Fronte ovest-sudovest La semplice facciata a capanna in disomogenei conci lapidei si caratterizza per la presenza della torre campanaria, aggettante sul semiprospetto destro, la cui porta a sesto acuto riecheggia il nartece aperto nella torre. Da esso si accede alla chiesa in corrispondenza della navata originaria. Attraverso la porta a sinistra si accede al settore di spazio interno della navata aggiunta nel XV secolo. Questa seconda porta a sesto acuto è delimitata da conci di pietra arenaria posti con estrema precisione, al punto che l'arco, da lontano, appare di fattura monolitica. Sopra la porta, fuori asse, si trova una piccola finestra rettangolare con strombature accentuate verso l'esterno. Interno La chiesa, a due navate, è scandita in tre settori da arcate-diaframma a due luci di largo sesto acuto con due pilastri centrali rastremati verso l'alto. In posizione opposta alla porta d'ingresso di destra si trova il presbiterio. Su un nuovo piano rialzato da un gradino, l'altare a mensa su due colonnine è frutto delle modifiche apportate in tempi recenti per l'adeguamento liturgico, che hanno comportato la rimozione della preesistente mensa su stipite marmoreo, e dei complessivi tre gradini (due marmorei dell'altare e il largo ripiano basamentale). Sul fondo della navata sinistra e al centro della parete laterale della stessa hanno luogo gli altari ottocenteschi dell'Immacolata e del Ss.mo Crocifisso, entrambi connotati da dossali neorinascimentali (in muratura, legno e scagliola dorati e dipinti a finti marmi), ciascuno con nicchia ad arco inquadrata da lesene e trabeazione. Le due navate sono coperte da un tetto a capanna con l'orditura, principale e secondaria, lasciata a vista, dal manto esterno di tradizionali coppi di laterizio. All'interno della chiesa non è visibile l'abside semicircolare, occultata dietro l'alto e spesso dossale dell'altare maggiore, su cui si trovano pitture murali di metà '500. Alla destra dell'altare della stessa navata si trova una porta architravata che collega il presbiterio con la sacrestia. Le superfici interne sono coperte da brani di pitture murali risalenti al 1555, così come riscontrato nella scritta dipinta sotto l'immagine di San Giorgio nell'altare maggiore. Elementi decorativi Di grande rilievo è la scoperta, in tempi recenti, delle figurazioni pittoriche dell'abside, il cui vano era rimasto per secoli nascosto dietro la parete dell'altare maggiore cinquecentesco. Riferibili a maestri di scuola campano-cassinese operanti nel XII secolo in ambito benedettino abruzzese, gli affreschi bizantineggianti raffigurano una Deesis, con gli apostoli e, nell'alto della calotta, un Cristo Pantocratore, a mezzo busto, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Battista in atteggiamento di supplica per l'umanità giudicata (in proposito: Chr. Dolente, "La decorazione pittorica medievale della chiesa di S. Giorgio all'Isola presso Montemonaco (AP)", in "Studi medievali e moderni. Arte, Letteratura, Storia", Università di Chieti, 2, 1999 [Napoli 2000], pp. 249-285). Gran parte delle superfici della chiesa, come già scritto sopra, mostrano pitture murali cinquecentesche: interessanti testimonianze pittorico-iconografiche di arte locale. Risalgono al 1555 i dipinti del dossale dell'altare maggiore, su cui campeggia l'immagine nell'arco al primo dei due ordini, dedicato al titolare San Giorgio. L'affresco, rappresenta il santo martire che a cavallo uccide il drago, secondo la tradizionale iconografia. Lo sovrasta un Eterno Padre benedicente posto fra due cherubini, incorniciato da un arco a tutto sesto decorato a treccia. In basso una fascia bianca reca iscritto l'anno 1555. L'opera si estende complessivamente su due piani a edicola, e sugli sguanci obliqui del dossale in muratura, pure dipinti con figure di santi (sei finte nicchie da polittico con i Santi Biagio, Sebastiano, Pietro, Paolo, Vittoria e Rocco): grande dossale che, a fronte di nuove esigenze liturgico-devozionali, obliterò senza distruggerle le antiche pitture bizantineggianti dell'abside romanica. Sul frontone, in una nicchia sormontata da un arco ribassato, una croce reca ai lati la Vergine Addolorata e San Giovanni Evangelista. L'incorniciatura a fascia della nicchia, conclusa a quarto di cerchio, presenta un carattere decorativo ancora rinascimentale, connotato da due lesene ornate a candelabre; al piede di quella a sinistra, la figurina inginocchiata del donatore dell'opera. Infine, sono presenti nella chiesa altri brani di affreschi votivi: una crocifissione, dipinta sul pilastro centrale della prima arcata-diaframma, con angeli, Maria Maddalena ed il committente, una Madonna col Bambino sulle ginocchia, e un San Bartolomeo apostolo. Altri lacerti di affreschi sono visibili sulle pareti della chiesa.

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