Chiesa di S.Caterina

P. S.Caterina - Comunanza Vedi la mappa

Informazioni

La chiesa matrice di Comunanza si affaccia sull'omonima piazza di Santa Caterina, centro del nucleo insediativo originario, direttamente accessibile da un ponte sul fiume Aso. Il complesso ecclesiale è composto da un'aula longitudinale absidata, affiancata dalla torre campanaria e da un corpo secondario, adibito a cappella, attestato sull'angolo posteriore destro. La facciata a edicola, orientata a sud-ovest, si compone di un corpo quadrato coronato da frontone triangolare. La chiesa è stata costruita nel primo quarto del XIX secolo su progetto dell'architetto Pietro Maggi e compiuta sotto la direzione del figlio Carlo. A tale scopo fu demolita nel 1818 la precedente chiesa, che, come appare dalla mappa del Catasto Gregoriano redatta quello stesso anno (Archivio di Stato di Roma), si estendeva anteriormente all'attuale facciata, occupando all'incirca una metà dell'invaso dell'attuale piazza, e presentando il fianco occidentale a chi entrava in paese dal ponte suddetto. Il campanile è dunque il solo vistoso resto della chiesa scomparsa; occupava l'angolo nord-occidentale della terminazione posteriore retta dell'edificio sacro, che aveva impianto pressoché rettangolare. Campanile In corrispondenza dell'angolo fra la facciata e il fianco occidentale della chiesa, quasi del tutto inglobato in essa, sporgendo appena per circa un palmo, si eleva la torre del campanile, di pianta quadrangolare e muratura rustica in arenaria e pietrame. La cella campanaria, dotata sulle quattro facce di semplici alte monofore, è formalmente distinta come dado murario da un listello marcadavanzali e da una cornice a mensole, oltre la quale ha luogo l'acuta piramide sfaccettata e ornata di gattoni salienti: uno standard nell'edilizia chiesastica picena prodotta intorno al secondo Quattrocento da artefici lombardi. Facciata La facciata, di ispirazione templare romana su alto podio, è elaborata secondo cortine laterizie di due differenti tonalità cromatiche, studiate per dare risalto alla classicistica idea architettonica, dato il modesto rilievo plastico dell'adottato ordine di due coppie di lesene tuscaniche; simile dialettica cromatica caratterizza l'immagine di corpo cilindrico offerta posteriormente dall'abside, cinta da larghe fasce di colore più intenso rispetto al fondo murario paglierino. La porta a edicola in facciata, laterizia come il resto delle membrature, è sovrastata da due finestre rettangolari a loro volta sovrapposte. Le lesene binate sostengono due tratti di una trabeazione discontinua, fra cui è incorniciato un orologio, il cui quadrante bianco segna un punto luminoso al quale si coordinano le due fasce bianche del fregio di trabeazione, recanti la scritta DIVAE CATHARINAE / ALEX. DICATUM, e, in asse, la sottoposta piccola fascia che sulla finestra più alta, all'altezza dei capitelli, riporta l'anno MDCCCXXIII. Interno L'aula a navata unica, conclusa da larga abside concava su campata quadra, presenta un allestimento architettonico neoclassico di ispirazione romana imperiale. Un ordine dorico di colonne di accentuato carattere decorativo (capitelli intagliati ad ovoli, fusto scanalato e rudentato, base attica, di matrice vignolesca), adattato ad una trabeazione ionica, ripartisce le pareti contrapposte nella cadenza a-b-a-b-a, funzionale - secondo un consolidato standard settecentesco - ad alternare a porte e sovrastanti nicchie con statue in stucco di santi degli altari con mensa ad urna e sintetico dossale a edicola classica su lesene lisce. Su ciascuno degli angoli del rettangolo dell'aula l'ordine risvolta con una colonna, determinando due arconi contrapposti: l'uno incorniciante la controfacciata e la cantoria (con mostra d'organo dipinta a chiaroscuro in trompe-l'oeil), l'altro con funzione di arco trionfale del presbiterio, sulla cui parete curva l'ordine dorico forma, con lesene, un'apparente esedra, centrata dalla composizione plastica della gloria di Santa Caterina, opera dell'ascolano Domenico Paci. La volta a botte dell'aula, dipinta come il semicatino absidale con motivo romano a lacunari esagoni, è articolata in tre distinti settori per l'interposizione di due finestroni su ciascun lato, i quali impongono la disarticolazione della volta, che in corrispondenza di essi piega delle brevi falde diritte. Sulla controfacciata, posto nella cantoria, si trova il grande organo barocco proveniente dalla basilica di Loreto acquistato dalla confraternita fra il 1796 ed il 1797 e collocato nella chiesa nel 1828.

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P. S.Caterina - Comunanza (AP)

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