Chiesa della Beata Vergine Maria delle Grazie

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Informazioni

XII - XII (edificazione intero bene) La fondazione della chiesa ad opera dei benedettini risale, secondo quanto riportato nella "Storia dell'Architettura in Abruzzo" di Ignazio Carlo Gavini, alla prima metà del XII sec., mentre Adriano Ghisetti Giavarina in "Terra Vestina" propende per la seconda metà del secolo. Una pietra scolpita in controfacciata riporta il nome dell'abate Giovanni, committente, e del maestro Giovanni, artefice dell'opera, anche se non è chiaro se l'attribuzione riguardi l'intera chiesa. Materiale di spoglio di età imperiale utilizzato nelle muraglie della torre campanaria fanno supporre che la chiesa sia stata edificata su un edificio pagano preesistente. XIV - XIV (copertura a volta navata centrale) La chiesa, come supposto dal Gavini, ebbe per molti anni una copertura lignea a vista, ai piloni centrali furono poi aggiunte semicolonne e lesene per sostenere una volta a botte a sesto acuto. Ghisetti Giavarina suppone che le volte della navata centrale siano state aggiunte nel Trecento in sostituzione delle originarie volte a crociera. Contestualmente il fronte anteriore è modificato con la probabile soppressione del rosone centrale al posto del quale vengono inserite due finestre dal profilo curvilineo. 1464 - 1464 (realizzazione torre campanaria) La torre campanaria fu costruita, o ricostruita a seguito del terremoto del 1456, nel 1464, come testimonia una targa che riporta anche il nome dell'architetto, Diodato di Michele. Nella parte basamentale si riconoscono diversi materiali di spoglio di un perduto edificio di età romana. XVIII - XVIII (sopraelevazione torre campanaria) La parte terminale del basamento e la cella campanaria sono successivi, ricostruiti probabilmente in seguito al crollo dovuto forse ad uno dei terremoti che, tra la fine del Seicento ed i primi anni del Settecento, colpirono la regione. L'essenzialità delle linee riflettono echi di gusto neoclassico che permettono di attribuire l'intervento al XVIII secolo. XIX - XIX (ristrutturazione intero bene) La chiesa subì un primo intervento di trasformazione ed adattamento nella prima metà dell'Ottocento la quale causò, secondo quanto riportato ne "L'Architettura medievale in Abruzzo" di Mario Moretti, gravi danni all'edificio. 1900 - 1912 (ampliamento intero bene) Agli inizi del XX secolo (nel 1890 secondo quanto riportato nel questionario redatto dal parroco nel 1923) il Genio Civile di Teramo progettò l'ampliamento della chiesa secondo attardate forme classicistiche. Furono così demoliti i muri laterali e ricostruite le navate laterali più ampie, non in simmetria; l'abside destra venne chiusa e adibita a sagrestia, quella sinistra venne demolita; tre pilastri verso la navata destra eliminati. Anche la facciata venne deturpata nell'ampliamento, realizzando una sorta di facciata a capanna, con l'asse spostato rispetto all'ingresso. I lavori furono sospesi nel 1912 in seguito alla dichiarazione di Monumento Nazionale. 1917 - 1928 (progetti di ripristino intero bene) Già negli anni Dieci Antonio Muñoz fece predisporre un primo progetto per eliminare tutte le aggiunte ottocentesche. Furono redatti vari progetti di ripristino della chiesa e della facciata, seguiti da numerosi rinvii: nel 1917 Ignazio Carlo Gavini progettò il ripristino della facciata con finestrone circolare, che supponeva esistesse originariamente anche se non ne rimanevano tracce; nel 1928 l'ing. Corradi prevedette anche la demolizione delle volte per riportare il tetto a vista. Entrambi i progetti non furono eseguiti. 1930 - 1930 (stato di conservazione intero bene) Nel questionario diocesano redatto negli anni Trenta si segnala il grave stato di conservazione della chiesa: la statica dell'edificio compromessa dai lavori di ampliamento incompiuti, il tetto pericolante, alcune volte delle navate laterali in parte cadute, gli archi lesionati, finestre, intonaci e pavimento mancanti. 1934 - 1936 (eliminazione dell'ampliamento navata destra) Tra il 1934 ed il 1936 il parroco fece eseguire delle operazioni non autorizzate, ovvero l'abbattimento del lato destro della navata ampliata e delle sue volte, la parziale ricostruzione del nuovo muro perimetrale, la ricostruzione delle colonne mancanti, con l'effetto di ridestare l'attenzione sulla chiesa e promuovere il restauro definitivo. 1937 - 1939 (restauro stilistico intero bene) Il progetto definitivo del restauro stilistico fu elaborato dagli architetti Guido Morozzi, Pietro Lojacono, Alfredo Barbacci e, soprattutto, Riccardo Gizdulich che diresse anche i lavori dal 1937 al 1939. Furono ricostruite le navate laterali, coperte a voltine; consolidate le absidi originarie e ricostruita quella di sinistra; risarcita la cortina muraria e consolidato il campanile; rifatta la pavimentazione e ricostruiti i piloni circolari mancanti; consolidata la volta della navata centrale. Il ripristino della facciata, differente rispetto alla rielaborazione fatta dal Gavini, avvenne con ingenti integrazioni: infatti l'ordine superiore è stato ricostruito interamente inserendo, al posto dell'oculo circolare centrale, una trifora piuttosto improbabile, e, in corrispondenza delle navate laterali, due monofore forse originariamente non presenti. 1998 - 1999 (ristrutturazione interno) Tra il 1998 ed il 1999 è stato realizzato un intervento di ristrutturazione su progetto dell'arch. Franco Feliciani: i lavori riguardarono la sostituzione del pavimento dell'aula, precedentemente in piastrelle di ceramica, la realizzazione degli impianti, la riorganizzazione del presbiterio ed il restauro dell'affresco in controfacciata.

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