Chiesa dei S.Fabiano e Sebastiano

V. della Fontana 1 - Fosdinovo Vedi la mappa

Informazioni

la chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano di Giucano si trova all’ingresso del borgo fortificato preceduta da un sagrato quadrato sostenuto, verso valle, da un alto muro, con la facciata principale esposta ad occidente. Il frontone, a capanna, chiude un prospetto rettangolare caratterizzato da un’ampia finestra termale e da un portale in marmo sul quale è riportata la data di costruzione. La sobrietà della facciata, dei fianchi privi d’intonaco e del prospetto posteriore, intonacato, che ripropone la stessa finestra del fronte, è smentita dalla ricchezza cromatica dell’interno, felice integrazione tra i temi classici dell’impianto seicentesco e quelli ornamentali eseguiti nel 1930 dal Navarrini. La costruzione dell’edificio nel 1636 ci permette di valutare la rigorosa metrica di un impianto di quel periodo, scandito in moduli e sottomoduli tra loro coordinati, tenuti insieme dal disegno della trabeazione che commisura le parti dell’organismo architettonico, coperto da una volta a botte continua, con unghie laterali, corrispondenti alle campate delle cappelle sottostanti. Il presbiterio inserisce in questo sistema un elemento di profondità incorniciato dall’arco trionfale sottolineato dall’inserimento dello stile corinzio in una composizione completamente dorica che l’ornato novecentesco ha arricchito di festoni nelle metope del fregio. L’altare maggiore, elegante manifattura ligure in marmi policromi, è sormontato dall’edicola bipartita con le immagini scolpite a tutto tondo dei due patroni Fabiano e Sebastiano: sono sostenute da una mensola in marmo che reca la data del loro trasferimento dall’antica chiesa del Monte nel 1869. L’ordinata partitura del presbiterio si rispecchia nella controfacciata dove nel 1888 fu costruita la cantoria per sostenere il grande organo a canne del 1856 acquistato a Lucca Facciata la facciata della chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano di Giucano, preceduta da un sagrato quadrato sostenuto da mura che mediano la pendenza del terreno, è a capanna, con frontone triangolare aperto alla base per lasciare spazio all’ampia finestra termale corrispondente alla lunetta della volta interna. Il portale incorniciato di marmo reca sul fregio, sormontato da un timpano triangolare aperto, la data del 1636 riconducibile alla sua edificazione. Il fronte completamente intonacato lascia spazio alle testate d’angolo che mostrano l’ammorsatura in pietra come risvolto dei fianchi laterali in muratura a vista. Il timpano è sormontato da un pinnacolo a chiusura piramidale sormontato da una croce in ferro Impianto strutturale l’impianto strutturale è generato da una pianta molto regolare e ben progettata, ripartita in moduli quadrati aventi per lato la dimensione minore del vano. Due di essi sviluppano l’aula dell’assemblea, ed a loro volta sono ripartiti in quattro campate rettangolari da mezzo modulo ciascuna, misura ripresa con una lieve variazione in larghezza anche nella dimensione del presbiterio. Questo, profondo circa tre quarti di modulo, è incastrato all’interno di due volumi laterali che all’esterno ricompongono la geometria del prisma senza denunciarne la presenza, dichiarata invece dalla finestra termale, che ripete quella della facciata, e da una superficie intonacata corrispondente alla dimensione del vano interno. L’organismo è coperto da una volta a botte lunettata omogenea, con catene in ferro trasversali, ed unghie in corrispondenza delle alte finestre del cleristorio. A sinistra del presbiterio si addossa il volume della sacrestia contiguo anche all’oratorio dell’Assunta, o dei Bianchi, ed a destra un vano di sevizio a due livelli con una finestrella eseguita all’interno di un’apertura maggiore tamponata Interno le dimensioni regolari della pianta rispecchiano la rigorosa partitura della trabeazione dorica, con triglifi e metope rettangolari, che lega in un disegno unico altari e pareti, aula e presbiterio dove, per gerarchia delle forme e degli usi, si muta in stile corinzio. La curva regolare dell’arco trionfale, chiude il vano dell’aula incorniciando lo spazio absidale rettilineo illuminato dalla finestra termale, specchio di quella gemella collocata sul tamponamento opposto, animato dalla stessa trama compositiva. La regolarità delle arcate delle cappelle laterali, il ritmo dei pilastri, la composizione degli altari, il movimento del cornicione, dal quale spicca l’ariosa volta, hanno guidato anche la distribuzione e la tipologia degli ornati del 1930, che, se da un lato, ci privano dell’originaria nitidezza dell’impianto, dall’altro, soprattutto nelle parti geometriche, si apprezzano per la sobria armonia delle forme e dei colori Presbiterio il presbiterio, sopraelevato di cinque gradini, è contenuto all’intero di un vano rettangolare diviso in due parti dall’altare in marmo policromo di gusto ligure ad andamento scalare contrario, con tendaggi laterali per l’accesso al coro sostenuti da architravi in marmo allineati con il livello del ripiano superiore dell'altare, base dei sei candelabri e del crocifisso. Sul fondo, sotto il cornicione illuminato dalla finestra termale, ricavata nella parte lunata della copertura, si trova l’edicola lignea, a timpano curvilineo, sostenuto da pilastri corinzieggianti, all’interno dei quali si legge un’incorniciatura neogotica bipartita. L’intervento è riconducibile al trasferimento delle statue dei santi patroni dalla chiesa del Monte, antica parrocchiale, avvenuto nel 1869 Struttura la struttura è in pietra a vista con esclusione della facciata e di una parte del prospetto posteriore corrispondente al presbiterio che invece sono intonacati. Sugli spigoli compare l’ammorsatura angolare di una muratura composta di elementi eterogenei legati con abbondante malta Coperture la copertura dell’edificio è a capanna, con coppi ed embrici disposti su falde simmetriche impostate su quote diverse. Quella inferiore ricopre il presbiterio Pavimenti e pavimentazioni il pavimento dell’aula è in marmo bianco e grigio di Carrara a mattonelle quadrate disposte a scacchiera diagonale Elementi decorativi l’apparato decorativo si compone di due fasi: quella più antica sembra limitarsi agli ornati specifici della trabeazione, l’altra risale agli anni trenta del Novecento ed è dovuta all’opera del Navarrini. Egli dipinse le figure che adornano l’acro trionfale: l’Annunziata, in basso, e l’Assunta, in alto, oltre alle decorazioni dei pilastri, del fregio, delle ghiere delle cappelle, e delle unghie della volta. I motivi uniscono il tema geometrico a quello floreale riproducendo in alcune lunette degli altari laterali il movimento di una tappezzeria intrecciata Elementi lignei il coro ligneo è scandito da una serie omogenea di pannelli, a specchiatura unica, con alto basamento sormontato da colonnine cilindriche nere. Lo scanno centrale gerarchizzato rispetto agli altri presenta un fastigio a frontone triangolare ornato dalle insegne pontificie di San Fabiano Torre campanaria o campanile il campanile è inserito tra le case del borgo a cavaliere del vicolo che conduce all’oratorio di S. Croce

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